Le cartiere di Foligno sono tra le più antiche d’Italia

Le cartiere di Foligno sono tra le più antiche d’Italia

Sapevi che le cartiere del territorio Foligno sono tra le più antiche d’Italia? Non solo, la carta prodotta nella frazione montana di Pale, “sonante e bianca”, era considerata di grande pregio. Già nel 1465 la carta di Pale era nota in tutta Italia, in un antico documento si legge che Beato Giacomo della Marca, un monaco giunto a Foligno per sedare alcune discordie intestine ricevette dal Comune una risma di “carta di Pale” come ringraziamento.

Foligno non fu soltanto tra le prime città d’Italia ad esercitare l’industria della carta ma fu sede di una tra le più antiche officine tipografiche ed ebbe l’onore ed il vanto di aver pubblicato la prima edizione a stampa della Divina Commedia. Molto probabilmente uno dei motivi che spinse Numeister a stabilirsi a Foligno fu la breve distanza tra la città e le cartiere, ciò garantiva un approvvigionamento della materia prima costante e a basso costo di trasporto.

Il fiume e la carta

La storia della carta a Foligno è legata al Menotre “un piccolo fiume per grandi servizi”sulle cui sponde sorsero molini, frantoi e fabbriche di panni o stracci, chiamate gualchiere. Quando i monaci benedettini della vicina Abbazia di Sassovivo ottennero il territorio di Pale iniziarono a convogliare le acque del Menotre per poterne sfruttare la forza motrice e vi fecero sorgere diversi impianti di produzione. Le gualchiere, sulla spinta dei benedettini, si trasformano in cartiere e divennero famose nel territorio italiano per l’alta qualità della carta prodotta.  Agli inizi dell’età moderna, nell’ultimo tratto del Menotre erano presenti dodici cartiere, di cui otto a Pale, tre a Belfiore, una a Carpineto, oltre ai numerosi mulini, per olio e per i cereali.

Sono molti i nomi delle famiglie legate alla produzione della carta nel folignate, tra loro anche i Trinci. Nel XV secolo i Trinci si appropriarono infatti delle cartiere di Pale e filigranarono tutta la carta prodotta con il loro stemma: due teste di cavallo opposte.

Il declino delle cartiere

Purtroppo dalla seconda metà dell’Ottocento l’industria della carta nel territorio subì un declino: Pale e ed il suo territorio erano rimasti isolati, troppo distanti dalle nuove vie commerciali,  e le sue industrie si dimostrarono  in ritardo nei processi di innovazione tecnologica che prevedevano ormai l’utilizzo dei motori elettrici al posto di quelli idraulici.

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