Sulle orme di San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa

SULLE ORME DI SAN BENEDETTO DA NORCIA, PATRONO D’EUROPA
Una luce di speranza tra le barbarie del V secolo

 

Quando San Benedetto nacque a Norcia, nel 480, l’Italia versava in una generale desolazione. Quattro anni prima proclamatosi imperatore, il sovrano Odoacre aveva diviso tra i suoi guerrieri la terza parte delle terre demaniali e dei fondi privati. Le campagne si spopolavano, le pianure si trasformavano in acquitrini. Le boscaglie riprendevano possesso delle fiorenti campagne. Chi poteva, si rifugiava nei castelli e nei borghi fortificati. Quando Benedetto fu inviato a Roma a studiare lettere e giurisprudenza, l’ordine imperiale ristabilito da Teodorico sembrava reggere ma si trattava solo d’una schiarita in un inverno sempre più fosco.

La Regula e la Schola Occidentale

Disgustato dallo sfacelo morale della Roma imperiale Benedetto si recò presso Subiaco, in una grotta montana. Dopo tre anni di solitudine, la fama della sua santità aveva spinto alcuni monaci a richiedere la sua guida ma, incapaci di sopportare il giogo della disciplina, tentarono di avvelenarlo. Molti altri, però, venivano a lui, sicché Benedetto fondò e diresse dodici piccoli cenobi. Tra il 525 e il 529, con alcuni discepoli, Benedetto si trasferì a Montecassino dove scrisse la Regula fondando un cenobio e l’Oratorio di S. Martino sull’antico tempio di Apollo. Qui, mentre Giustiniano faceva chiudere la scuola filosofica di Atene, nasceva la Schola Occidentale del «servizio divino». Per mezzo dell’ubbidienza, virtù romana per eccellenza, il monaco realizza il ritorno a Dio: «Prega e lavora ubbidendo senza indugio».

San Benedetto da Norcia e l’imperatore Totila

La pratica della Regola, testimonianza attiva del Vangelo, e la creazione di monasteri e abbazie, tra i secoli VI-XII, come quella dei Santi Felice e Mauro in Val di Narco, favorirono l’evangelizzazione del continente mentre gli amanuensi compivano il salvataggio dell’eredità classica. Cinque anni circa prima della sua morte, Totila re degli Ostrogoti, colpevole di stragi efferate, tentò invano di burlarsi di Benedetto inviandogli uno scudiero travestito da re. Atterrito dalla chiaroveggenza dell’Abate, il re salì di persona a Montecassino dove ricevette un aspro rimprovero e la predizione dell’anno della sua morte.

 

Il Cammino di San Benedetto

Per chi ama il cammino a piedi sulle orme della spiritualità suggerisco la bella guida di Simone Frignani “Il Cammino di San Benedetto”. Il primo giorno di primavera dell’anno 547, o 548, mentre due monaci mantenevano le sue braccia levate in preghiera, Benedetto rese l’anima a Dio. Per questo, il 21 Marzo è il giorno in cui viene celebrato il Patrono d’Europa. Secondo il suo desiderio, fu sepolto accanto alla sorella Scolastica, fondatrice del monachesimo femminile benedettino.

PAOLO ARAMINI

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